PS Museum Giardino Sonoro

Il Giardino Sonoro è il museo all’aperto di Pinuccio Sciola: uno spazio artistico senza tempo, che mette d’accordo tutti i sensi, li amplifica, li contempla attraverso le centinaia di monoliti.

Spiccano, per la loro multisensorialità, le pietre sonore o gli imponenti graniti le cui forme mutano al cambiar della luce.

I visitatori sono accompagnati alla scoperta dei suoni diversi che riproducono materiali e lavorazioni differenti. Un modo di assaporare l’arte, uno spazio culturale in cui, con rispetto e creatività, si può partecipare e provare l’emozione di ascoltare la memoria litica dell’elemento primo e scoprire il suono ancestrale rimasto rinchiuso all’interno della materia per millenni.

Pinuccio Sciola ha saputo trasformare i limiti e l’ostilità della propria terra in una risorsa senza precedenti. Il suo percorso artistico nasce con la vincita di una borsa di studio nel 1959 che gli permetterà di frequentare il liceo Artistico di Cagliari, l’Istituto d’Arte di Firenze, quindi l’Accademia Internazionale di Salisburgo.

PER CONOSCERE PIU A FONDO LA STORIA DI QUESTO GRANDE MAESTRO DELLA SARDEGNA E VIVERE UN ESPERIENZA IMMERSIVA NEL SUO GIARDINO SONORO, ECCO DOVE POTER PRENOTARE IL VOSTRO BIGLIETTO: PS MUSEUM): NEL MENTRE ECCOVI UN PICCOLO ESTRAPOLATO TRATTO DAL SITO WEB DEL MUSEO A LUI DEDICATO CHE RACCHIUDE PARTE DELL’ANIMA DI QUESTO GRANDE ARTISTA:

“Nato da una pietra, amante della terra, dell’acqua, dei fiori e del sole.

La sua missione di vita è quella di ricreare un nuovo rapporto con la natura, con il lavoro, con l’amore e con i suoni delle Pietre.

Non ha mai rinnegato la sua cultura contadina, dalla quale eredita l’amore per la terra e per la materia pietra. Sciola è un artista prodigioso ed instancabile, e come afferma Moni Ovadia, ha l’aspetto di un contadino perché è un contadino, cammina a piedi nudi nella terra dei suoi giardini di pietra come se fosse emerso da quella terra e da quella pietra; è questo contatto diretto con la Madre Terra che gli permette di trovare l’ispirazione per ogni sua opera.

L’utopia di Sciola risiede nella sua semplicità contadina e nel suo perseguire l’idea di un’arte fortemente legata alla storia della terra, tanto che parla delle pietre citando Rimbaud, Se ho fame è solo di terra e di pietra. Mi nutro d’aria, di roccia e di fango. La sua arte ricavadalla forma più inanimata che esista nella Terra, la pietra, una delle cose più vitali che ci sia, ovvero la voce e il suono.

È un autentico figlio della Sardegna, della sua cultura megalitica e della sua storia. Pittore, intagliatore, scultore, Sciola prende spunto dalle sue origini, dai numerosi viaggi per il mondo per creare, inventare e comunicare emozioni. Tutto il suo percorso artistico, dalla produzione figurativa e non, è caratterizzato da un forte radicamento alla dimensione identitaria sapendo trasformare i limiti e l’ostilità della propria terra in una risorsa senza precedenti, e questo lo consacra come uno dei più grandi artisti contemporanei.

Sciola è un trascinatore, un generoso mediatore culturale e politico, ha sacrificato o esaltato una parte della sua personalità artistica per farsi organizzatore culturale e per mettere in contatto l’arretratezza della Sardegna con il mondo artistico internazionale.”

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