L’arte dell’intreccio della paglia di grano
60,00€
L’ARTE DELL’INTRECCIO DELLA PAGLIA DI GRANO
LABORATORIO DI INTRECCIO
Dove: Carloforte (SU) – SARDEGNA
Intrecci e geometrie semplici e gioiose, gesti antichi arricchiti di cura e amore per le piccole cose.
Incontrerai Francesca e il suo “Pepe bianco”, un luogo accogliente e familiare dove tutto è possibile, dove si lavora la paglia di grano e prendono vita esperienze e residenze condivise.
Con lei sperimenterai un’arte speciale, capace di comunicare in maniera essenziale.
Rivivrai l’intreccio tradizionale delle trecciaiole del 1800 e realizzerai un piccolo portachiavi frutto del rapporto prezioso che instaurerai con una fibra speciale, la menata di paglia: un piccolo fastello di fibre più o meno fini del grano biologico locale.
Sei pronto a coccolare il tempo e dare forma al tempo e vivere tutta la magia degli intrecci della paglia del grano
(*) IL COSTO PUÒ VARIARE IN BASE AL NUMERO DEI PARTECIPANTI:
- PREZZO PER 4/8 PARTECIPANTI: 60€ a persona
- PREZZO PER 2/3 PERSONE: 84€ a persona
- PREZZO IN ESCLUSIVA PER 1 PERSONA: 144€
(*) Per esperienza con numero inferiore di 4 persone scegliere opzione Ticket disponibili con relativo prezzo. Per concordare altri tipi di disponibilità e date, scrivici su WhatsApp al +393401825700
Descrizione
L’ARTE DELL’INTRECCIO DELLA PAGLIA DI GRANO
LABORATORIO DI INTRECCIO SULL’ARTE TRAMANDATA DALLE TRECCIAOLE DI FINE OTTOCENTO.
Francesca realizza cappelli e altri manufatti in materiali naturali. Il suo obiettivo è valorizzare e dare nuova vita a un mestiere ormai dimenticato appartenente al periodo fra il 1800 e il 1950, la trecciaiola. La tecnica di manifattura dei cappelli in quel periodo si basava sull’Intreccio con gli steli del grano di una lunghissima treccia, venduta come una matassa adatta ad essere poi cucita per formare il cappello di paglia. A Carloforte ha trovato casa Pepe bianco, un luogo accogliente e familiare dove tutto è possibile, dove si lavora e si creano oggetti, ma anche esperienze e residenze condivise.
“Ho iniziato a fare cappelli di paglia prima ancora di conoscerne la storia, la natura, le radici” ci racconta Francesca, “li ho iniziati a fare per curiosità, l’istinto mi diceva che era l’evoluzione di tante esperienze che avevo già esplorato, ma su cui non era tempo di soffermarmi, al tempo. Ora quasi non ne posso fare a meno. E più la capisco, più mi rapisce nel suo ciclo continuo e senza stagioni. Più restringo il focus sul materiale, più capisco che d’inverno si intreccia e d’estate si lavora. Così in balia del mio grande entusiasmo e della gioia che provo nell’intrattenermi e sperimentare con i cappelli di paglia, continuo a realizzarli tutto l’anno per essere usati quando si presenta l’occasione. Quando sarà il momento..”
E quel momento è arrivato! Francesca è pronta a condividere la visione che ha creato.
In Sardegna il grano non simboleggia solo la vita, ma anche il tramite con il mondo degli antenati. È auspicio, protezione rituale, medicina, regalo e mito. Del grano nulla si perde, nulla si butta.
Viene piantato in novembre, il mese in cui per tradizione tornano gli antenati. Si ritiene infatti che possano influenzare sulla germinazione del grano.
Il mito ci racconta che, affinché il grano cresca e prosperi, bisogna celebrare, ricordare e onorare i nostri antenati. In un certo qual modo ricordare i nostri antenati equivale, qui, a riconnetterci con la natura, entrare in contatto e in ascolto con la parte più antica e profonda di noi stessi, dialogare con il nostro sub inconscio, capace di guidarci e aiutarci a coltivare l’ardire creativo dell’attesa, porci le domande più consone per ritrovare la nostra strada e realizzare ciò per cui siamo nati.
Il tempo che il seme passa sottoterra è parte integrante della vita di una pianta, diceva Goethe.
Oggi hai l’occasione speciale di condividerne la crescita e sperimentare l’ardire creativo dell’attesa, per vivere tutta la magia degli intrecci della paglia del grano!
Informazioni aggiuntive
| L’attività comprende: | ✓Laboratorio d'intreccio |
|---|---|
| Durata: | 2 ore circa |
| Lingue: | Italiano, Inglese e Spagnolo |
| Specifiche: | – Attività adatta a singoli, coppie e piccoli gruppi, adatto ai bambini, dagli 8 anni in su, accompagnati |
Crediti
Laboratorio di intreccio a cura di Francesca Sabbagh – Pepe Bianco
Francesca realizza cappelli e altri manufatti in materiali naturali. Il suo obiettivo è valorizzare e dare nuova vita a un mestiere ormai dimenticato appartenente al periodo fra il 1800 e il 1950, la trecciaiola. La tecnica di manifattura dei cappelli in quel periodo si basava sull’Intreccio con gli steli del grano di una lunghissima treccia, venduta come una matassa adatta ad essere poi cucita per formare il cappello di paglia. A Carloforte. In via Palestro a Carloforte, ha trovato casa Pepe bianco, un luogo accogliente e familiare dove tutto è possibile, dove si lavora e si creano oggetti, ma anche esperienze e residenze condivise.
“Ho iniziato a fare cappelli di paglia prima ancora di conoscerne la storia, la natura, le radici. Li ho iniziati a fare per curiosità, l’istinto mi diceva che era l’evoluzione di tante esperienze che avevo già esplorato, ma su cui non era tempo di soffermarmi, al tempo.
Ora quasi non ne posso fare a meno.
E più la capisco, più mi rapisce nel suo ciclo continuo e senza stagioni. Più restringo il focus sul materiale, più capisco che d’inverno si intreccia e d’estate si lavora.
Così in balia del mio grande entusiasmo e della gioia che provo nell’intrattenermi e sperimentare con i cappelli di paglia, continuo a realizzarli tutto l’anno per essere usati quando si presenta l’occasione. Quando sarà il momento..”
“Sono un’artigiana, una persona, cittadina del mondo che può nel suo piccolo lanciare un messaggio, posso condividere la visione che ho creato, posso essere un esempio per qualcuno o una pazzia per altri. Ho cresciuto questo piccolo brand difendendo valori che per me sono preziosi:
Penso al riciclo, al rispetto per la natura e per gli altri esseri viventi. Penso al recupero di tecniche antiche di lavorazione e al basso impatto ambientale della produzione.
Non serve essere tutti supereroi per fare la differenza, ma serve usare i nostri superpoteri, e tutti ne abbiamo almeno uno. Il mio potere è realizzare e dare forma a idee, sogni e pensieri attraverso i miei cappelli e con le mie mani”
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https://youtu.be/ebS1iocGBIY?si=iA7uLSDSyO-_p6DV
L’azienda ha una storia lunga tre generazioni, fatta di passione, tradizione e innovazione. L’impianto di Senorbì nasce nel 1948 per volere del Sig. Paolo Secci.
Nel 2005 il Mulino si dota di un impianto innovativo, con una strumentazione che è una reinterpretazione high-tech degli antichi mulini.
Così, con una vera e propria macinatura a pietra inizia il nuovo processo di produzione del Molino Secci. Dal 2011 l’azienda ha anche un piccolo pastificio artigianale che produce pasta secca.
Ritrovo


























