L’arte di tingere i tessuti con lo zafferano
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L’ARTE DI TINGERE I TESSUTI CON LO ZAFFERANO, UN’ARRICCHIMENTO INESTIMABILE!
Imparerai con Anna De Col i segreti delle piante tintorie, il procedimento, le dosi e i tempi di una antica arte che ha tutto il sapore dei ritmi lenti della natura e del prendersi cura del proprio tempo.
L’opportunità preziosa di scoprire le magie dell’arte tintoria e imparare come estrarre un bellissimo colore naturale da una pianta: lo zafferano, la spezia delle meraviglie!
Lo zafferano è tra le colture più antiche della Sardegna, un prezioso ingrediente immancabile in ogni piatto. Pochi sanno, però, che dai suoi petali si possono tingere naturalmente i tessuti.
I suoi colori sono vivaci e indimenticabili. Viola, rosso e giallo si uniscono armoniosamente, creando un’esplosione di sfumature che irradia una luce dorata. Non tutti sanno però che da questi petali, freschi di giornata, si può estrarre un verde intenso e meraviglioso.
Impara con noi ad estrarlo attraverso la tecnica lenta e sostenibile dei vasi solari; potrai ottenere così lane, filati, tessuti dai colori unici e personalizzati con l’utilizzo delle eccedenze vegetali e del calore sprigionato dal sole.
Vivrai un viaggio emozionale nel mondo dei filati e delle tinture tessili a derivazione naturale, tra lavorazioni ancestrali, stimoli sensoriali e un arricchimento umano inestimabile attraverso l’esperienza diretta e le parole di conoscenza di uno degli ultimi maestri tintori rimasti, custode di un’identità culturale tutta da vivere e tramandare.
Lasciati ispirare, impara un’arte che potrai poi perfezionare.
Esaurito
Descrizione
L’arte di tingere i tessuti con lo zafferano: impara un’arte che potrai poi perfezionare!
Sapevi che fino alla metà dell’Ottocento i tessuti venivano colorati con le tinture naturali? In Sardegna, da alcuni decenni, si sta riscoprendo l’antica arte del tingere i tessuti e i filati con le piante. Oggi sempre più artigiani tessili, stilisti e designer puntano sull’unicità della produzione di tinture derivate da fonti sostenibili, organiche, non tossiche e rinnovabili, rispettosa dell’ambiente e della salute di chi indossa i capi.
Grazie alla collaborazione della Maestra Tintore Anna Col, avrai l’occasione di sperimentare questa antica arte tintoria, riservata ai tessuti realizzati in fibra naturale. Avrai modo di scoprire quali colori meravigliosi si possono estrarre dallo zafferano.
La natura ci dona ricche possibilità per ottenere nuance differenti, vibranti e soprattutto mai identiche: steli, petali, stimmi, radici, bacche, corteccia, licheni, da qualsiasi materia vegetale possiamo estrarre il colore, ma solo alcune specie si prestano più delle altre all’estrazione per averli ricchi e duraturi.
In occasione del Festival “Strade dello Zafferano a San Gavino Monreale” scopriremo come estrarre un meraviglioso verde brillande dai petali dello zafferano.
Avrai la possibilità di sperimentare con Anna una tecnica di tintura lenta e sostenibile di lane, filati, tessuti, che non necessita di fornello e pentole, ma solo del calore sprigionato dal sole.
Informazioni aggiuntive
| L’attività comprende: | ️✓ Dalla pianta al colore: lezione di tintura naturale |
|---|---|
| Cosa portare: | Quaderno e penna per poter prendere appunti |
| Curiosità storiche sull’uso dei colori naturali | L’uso dei colori naturali ha una storia lunga 70000 mila anni: l’uomo di Neanderthal lo usava allora per accompagnare i defunti, li cospargeva di polvere ricavata dalla macinazione dell’ocra rossa. Alcuni vegetali, i più noti per le loro proprietà coloranti, sono stati coltivati e commerciati, divenendo agenti economici importanti ed influendo in maniera determinante sullo sviluppo d'intere regioni provocando guerre, immense fortune e rovinose bancarotte. Straordinarie e ricchi di fascino sono le avventure e le scoperte legate colori dell’antichità: come il blu egiziano, primo pigmento inorganico sintetico inventato nel III millennio a.C. Era il colore simbolo del cielo e delle divinità celesti, veniva ottenuto dal riscaldamento di silice, malachite, carbonato di calcio e carbonato di sodio. I minerali venivano cotti in una fornace con temperature comprese tra gli 800 e i 900 gradi centigradi. Poiché le condizioni di temperatura sono fondamentali in questo processo, gli Egiziani sapevano controllarle con altissima precisione. Il prodotto di fusione era un composto fragile, di colore blu opaco che veniva frantumato e macinato fino a ridurlo in polvere; come il giallo piombo stagno, per anni ritenuto un pigmento del XVI secolo d.C. e invece, recentemente annoverato tra i colori antichi poiché ritrovato tra i frammenti del palazzo di un faraone della XXVI dinastica. Assieme a questo pigmento minerale di origine naturale sono state trovate e studiate le tracce dei leganti utilizzati: la gomma estratta dell’albero di acacia che serviva da solvente, e la colla animale; straordinaria è la storia del rosso porpora, utilizzato dai sardi ancora prima dei fenici ed estratto da una specie di mollusco della famiglia dei Muricidi. La porpora era uno dei pochissimi pigmenti antichi che non perdeva intensità anche dopo numerosi lavaggi, e forse l’unico che diventava più brillante con l’esposizione continua alla luce solare. Nei millenni passati la porpora, difficile da produrre per vie delle enormi quantità di molluschi necessari alla sua preparazione, fu spesso associata all’idea di ricchezza, potere e prestigio e raggiunse di frequente un valore commerciale superiore a quello dell’oro e di alcune pietre preziose. Un decreto di Diocleziano stabilì nel IV secolo d.C. un prezzo fisso per la porpora: un etto di pigmento era equivalente al valore di tre etti d’oro, o 50.000 denari (un costo traducibile in circa 20.000 euro moderni). Oggi giorno, quando si parla di tintura naturale la sfida è aperta: attraverso l’uso di mordenti, sali di origini minerali e tannini di origine vegetale, da una singola pianta si possono ottenere un numero considerevole di tonalità, la cui intensità varia a seconda della concentrazione del colore nella tintura o dal numero di immersioni cui il tessuto è sottoposto. |
Crediti
A cura della Maestra Tintora Anna de Col
Avrai la possibilità di incontrare una esperta conoscitrice e cultore di piante tintore. C’è prima di tutto il suo sorriso, aperto, gentile e luminoso. Occhi limpidi e indagatori che sanno sorprenderti, animo di eterna bambina affamata di immenso e mani sapienti che scavano nel sapere più autentico. La sua voce cattura; l’ascolteremmo con gli occhi chiusi, solo per il piacere della melodia della sua voce e le parole di conoscenza capaci di viaggiare e rivelare mille e più saperi. Nell’accurata produzione di Anna traspare l’approfondita ricerca appassionata e la sensibile conoscenza maturata in venti anni di esperienza lavorativa. Tinge tessuti e filati utilizzando erbe, radici e fiori che raccoglie da flora spontanea, coltiva e vende piante tintore sarde richieste in tutta Italia. Tiene laboratori e corsi di formazione sulle tecniche di tintura naturale. Ancora oggi esplora e studia la natura per replicarne colori ed emozioni. La sua insaziabile fame di conoscenza della materia l’ha connessa al rapporto sempre più necessario tra l’uomo e la natura, tra l’uomo ed i suoi luoghi. Con lei vivrai un viaggio tattile ed emozionale nel mondo dei filati e delle tinture tessili a derivazione naturale, tra lavorazioni ancestrali, stimoli sensoriali e un arricchimento umano inestimabile attraverso l’esperienza diretta e le parole di conoscenza di uno degli ultimi maestri tintori rimasti, custodi di un’identità culturale tutta da vivere e tramandare.
Ritrovo
Loggette di Casa Mereu – Via Armando Diaz, 8, 09037 San Gavino Monreale SU
Questo il punto Google Maps: https://maps.app.goo.gl/WvErs83nA1Db68zF9















