L’Arte dell’intreccio della paglia di grano
10,00€
L’ARTE DELL’INTRECCIO DELLA PAGLIA DI GRANO
LABORATORIO DI INTRECCIO
Un’arte antica e silenziosa capace di comunicare in maniera essenziale. intrecci e geometrie semplici e gioiose. fatta di azioni, gesti e cura del tempo e delle piccole cose. È tempo di sperimentare insieme e condividere
Sei pronto a coccolare il tempo e dare forma a un’idea attraverso le tue mani?
Imparerai l’intreccio tradizionale delle trecciaiole del 1800 e realizzerai un piccolo portachiavi frutto di un rapporto prezioso che instaurerai con una fibra speciale, la menata di paglia: un piccolo fastello di fibre più o meno fini del grano biologico locale.
Attività soggetta a un numero massimo di persone: 10 partecipanti
Posti limitati – prenota ora la tua visita immersiva!
10 disponibili
Descrizione
L’ARTE DELL’INTRECCIO DELLA PAGLIA DI GRANO
IMPERDIBILE LABORATORIO DI INTRECCIO SULL’ARTE TRAMANDATA DALLE TRECCIAOLE DI FINE OTTOCENTO.
Del grano nulla si perde, nulla si butta. In Sardegna il grano viene piantato in novembre, il mese in cui per tradizione tornano gli antenati. Si ritiene infatti che possano influenzare sulla germinazione del grano.
Il mito ci racconta che, affinché il grano cresca e prosperi, bisogna celebrare, ricordare e onorare i nostri antenati. In un certo qual modo ricordare i nostri antenati equivale, qui, a riconnetterci con la natura, entrare in contatto e in ascolto con la parte più antica e profonda di noi stessi, dialogare con il nostro sub inconscio, capace di guidarci e aiutarci a coltivare l’ardire creativo dell’attesa, porci le domande più consone per ritrovare la nostra strada e realizzare ciò per cui siamo nati.
Il tempo che il seme passa sottoterra è parte integrante della vita di una pianta, diceva Goethe.
È tempo di sperimentare insieme e condividere intrecci e geometrie semplici e gioiose.
Informazioni aggiuntive
| L’attività comprende: | ✓Piccola introduzione teorica della tecnica dell’Intreccio della paglia e della sua storia |
|---|---|
| Durata: | 2 ore e 30' circa |
Crediti
Laboratorio di intreccio a cura di Francesca Sabbagh – Pepe Bianco
Francesca realizza cappelli e altri manufatti in materiali naturali. Il suo obiettivo è valorizzare e dare nuova vita a un mestiere ormai dimenticato appartenente al periodo fra il 1800 e il 1950, la trecciaiola. La tecnica di manifattura dei cappelli in quel periodo si basava sull’Intreccio con gli steli del grano di una lunghissima treccia, venduta come una matassa adatta ad essere poi cucita per formare il cappello di paglia. A Carloforte. In via Palestro a Carloforte, ha trovato casa Pepe bianco, un luogo accogliente e familiare dove tutto è possibile, dove si lavora e si creano oggetti, ma anche esperienze e residenze condivise.
“Ho iniziato a fare cappelli di paglia prima ancora di conoscerne la storia, la natura, le radici. Li ho iniziati a fare per curiosità, l’istinto mi diceva che era l’evoluzione di tante esperienze che avevo già esplorato, ma su cui non era tempo di soffermarmi, al tempo.
Ora quasi non ne posso fare a meno.
E più la capisco, più mi rapisce nel suo ciclo continuo e senza stagioni. Più restringo il focus sul materiale, più capisco che d’inverno si intreccia e d’estate si lavora.
Così in balia del mio grande entusiasmo e della gioia che provo nell’intrattenermi e sperimentare con i cappelli di paglia, continuo a realizzarli tutto l’anno per essere usati quando si presenta l’occasione. Quando sarà il momento..”
“Sono un’artigiana, una persona, cittadina del mondo che può nel suo piccolo lanciare un messaggio, posso condividere la visione che ho creato, posso essere un esempio per qualcuno o una pazzia per altri. Ho cresciuto questo piccolo brand difendendo valori che per me sono preziosi:
Penso al riciclo, al rispetto per la natura e per gli altri esseri viventi. Penso al recupero di tecniche antiche di lavorazione e al basso impatto ambientale della produzione.
Non serve essere tutti supereroi per fare la differenza, ma serve usare i nostri superpoteri, e tutti ne abbiamo almeno uno. Il mio potere è realizzare e dare forma a idee, sogni e pensieri attraverso i miei cappelli e con le mie mani”
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https://youtu.be/ebS1iocGBIY?si=iA7uLSDSyO-_p6DV
L’azienda ha una storia lunga tre generazioni, fatta di passione, tradizione e innovazione. L’impianto di Senorbì nasce nel 1948 per volere del Sig. Paolo Secci.
Nel 2005 il Mulino si dota di un impianto innovativo, con una strumentazione che è una reinterpretazione high-tech degli antichi mulini.
Così, con una vera e propria macinatura a pietra inizia il nuovo processo di produzione del Molino Secci. Dal 2011 l’azienda ha anche un piccolo pastificio artigianale che produce pasta secca.
Ritrovo
Centro di panificazione – Via Umberto – Villaurbana OR




























