Percorsi espositivi al Museo Casa del Pane

ALLA 27^SAGRA DEL PANE L’ARTE SI FA RESPIRO, MEMORIA E PANE

Tra le mura del Museo Casa del Pane si respirerà arte, memoria, sacralità e appartenenza. Ogni opera sarà una soglia da attraversare, un invito a guardare il pane oltre la sua forma quotidiana, per scoprirne l’anima, il valore simbolico e la forza capace di unire generazioni, culture e destini.

Attraverso opere, forme e linguaggi espressivi differenti, l’arte incontra la materia del pane e ne rivela la ricchezza simbolica, evocando il legame profondo tra uomo, terra e comunità.

Il percorso espositivo “Il Ciclo di Vita e la Sacralità del Pane”, curato da Annalisa Atzeni con il fondamentale supporto delle Donne del Pane di Villaurbana, accompagnerà i visitatori in un viaggio intimo e profondo, dove il pane diventa simbolo di vita, dono, fatica e condivisione. Un racconto che nasce dalla sapienza delle donne, dalla custodia dei saperi antichi e da quel legame indissolubile tra la comunità e il suo pane.

Dall’ultima spiga custodita come promessa di abbondanza al pane offerto sull’altare, ogni chicco racconta il cammino della vita. La mostra di Annalisa nasce dal desiderio di raccontare il pane non soltanto come alimento, ma come simbolo universale di esistenza, memoria e spiritualità. Il chicco affidato alla terra, la spiga raccolta, la semola trasformata dall’opera paziente delle mani, il pane condiviso sulla tavola e quello offerto nelle celebrazioni solenni rappresentano le tappe di un unico cammino che accompagna l’uomo dalla nascita alla morte, dalla quotidianità alla dimensione del sacro.

La memoria prenderà voce anche attraverso la proiezione del filmato “Villaurbana: panificazione tradizionale”, di Paolo Piquereddu, proveniente dalla raccolta dell’Archivio ISRE: immagini che restituiscono la bellezza dei gesti tramandati, la forza delle tradizioni e il valore di un patrimonio che continua a vivere nelle mani e nel cuore di chi lo custodisce. 

Nelle sale del Museo del Pane, le opere degli artisti dialogheranno con questa eredità, aprendola a nuove suggestioni e sensibilità.

Fabrizio Da Prà, con “Tostau est su tempus e su pai”, acrilico su stoffa. L’esperienza diretta nella coltivazione del grano e nella produzione del pane alimenta la visione organica di Fabrizio Da Prà, in cui arte e terra condividono la stessa capacità generativa. La pittura si fa veicolo di un messaggio essenziale, espresso attraverso una complessa sintesi geometrico-astratta che traduce il vissuto in corrispondenze simboliche, Il titolo, schietto e che non da spazio all’altrove, riporta lo sguardo al tempo che viviamo.

Marie Claire Taroni, con “Il pane dei bambini”, realizzato con acrilico e gessetti su tela, ci riporta alla dimensione più tenera e universale del pane: quella dell’infanzia, della cura, della condivisione e della speranza. Un richiamo alla semplicità delle cose essenziali, a ciò che nutre non soltanto il corpo, ma anche l’immaginazione e l’anima.

Ilaria Marongiu, con “Radiografia di una Dea / Dal mito di Demetra e Persefone”, attraverso acrilico su carta, acrilico su tela e collage, ci conduce nel territorio del mito e del sacro. La figura della dea, il ciclo delle stagioni, la morte e la rinascita si intrecciano in una riflessione sulla fertilità della terra e sul mistero della vita, richiamando quel ciclo eterno da cui nasce anche il pane.

Antonello Atzori, con “Custodire gli impasti”, presenta una serie di ceramiche artistiche in cui l’argilla e l’impasto del pane dialogano e si incontrano nel tempo lento della trasformazione. Due materie vive, entrambe plasmate dalle mani, che custodiscono il sapere antico dei gesti e il respiro della tradizione. Come il telo avvolge l’impasto durante la lievitazione, proteggendolo nel suo divenire, così le forme di Antonello sembrano accogliere e custodire la fragilità e i capricci della materia. Ne nascono oggetti-scultura che evocano un’intimità domestica, fatta di attesa, cura e memoria, in cui l’argilla conserva il calore del pane e il pane richiama la terra da cui tutto ha origine.

E poi, a dare forma concreta al senso più autentico della Sagra, ci sarà l’installazione di arte urbana collettiva “I PANI DI ARGILLA”, realizzata dalla comunità di Villaurbana e curata da Jubanna. Un’opera corale in cui la creazione artistica diventa gesto condiviso, incontro e partecipazione. Ogni forma racchiude una presenza, ogni impronta racconta un legame: insieme, i pani di argilla restituiscono il volto di una comunità che si riconosce nella propria storia e sceglie di trasformarla in arte.

Ti aspettiamo alla Casa del Pane per un incontro unico con l’Arte e la Sacralità del Pane.

Per scoprire gli altri imperdibili incontri di questa 27^ edizione della Sagra del Pane e iscriversi ai tanti laboratori in programma clicca qui!

“Il pane è azione d’uomo, miracolo continuo, volontà di vita.”

Pablo Neruda

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