Il mantra è uno strumento speciale, un insieme di sillabe, fonemi, radici di parole che posseggono, secondo alcune tradizioni, un potere psicologico e spirituale. Etimologicamente la parola Mantra significa “strumento per liberare la mente”.
Ciascun mantra selezionato lungo il percorso musicale creato per la mostra Tibet – mistero e luce, induce un determinato stato di coscienza e stato d’animo: la vibrazione del Mantra muove al nostro interno energie sottili che vanno a beneficiare il corpo e la mente in modi specifici, a seconda delle caratteristiche del Buddha al quale è riferito.

Questo Mantra si ispira al Buddha Avalokiteshvara, il bodhisattva della grande compassione, ma sta ad indicare il gioiello prezioso che è nel Loto del Cuore di ognuno. Rappresenta quella Scintilla di Luce e Amore, quell’Essenza Divina, grazie alla quale ogni Essere è – in potenza – un Buddha. Ognuno è portatore di quella Luce.
Il Loto, un fiore che danza sull’acqua e apre la sua corolla di petali al tocco leggero del sole, permane così, nell’aria, un profumo che non offusca i sensi ma li risveglia: un’immagine evocativa che ci permette di cogliere la forza vivida di questo simbolico fiore sacro.
Nella tradizione buddhista è un simbolo di purezza e di elevazione spirituale, perchè affonda le sue radici nel fango senza venirne contaminato. Nelle difficoltà suggerisce la resilienza, ovvero la capacità di far fronte alle prove della vita, senza lasciarsi condizionare da energie negative, mantenendo la propria purezza interiore. La stessa posizione di meditazione, caposaldo della cultura spirituale in oriente, è detta “posizione del loto” (padmasana).
Per scoprire altre meraviglie legate al Tibet, alle sue luci e misteri, date un’occhiata a tutti gli articoli dedicati alla mostra: https://www.altrasardegna.it/category/tibet-mistero-e-luce/
Grazie ancora e buon viaggio di scoperta!
Manuela Sanna