Il Mantra di Manjushri Nero

Il Mantra di Manjushri
Il Mantra di Manjushri: Om Ah Ra Pa Tsa Na Dhih Hum

Il mantra è uno strumento speciale, un insieme di sillabe, fonemi, radici di parole che posseggono, secondo alcune tradizioni, un potere psicologico e spirituale. Etimologicamente la parola Mantra significa “strumento per liberare la mente”.

Ciascun mantra selezionato lungo il percorso musicale creato per la mostra Tibet – mistero e luce, induce un determinato stato di coscienza e stato d’animo: la vibrazione del Mantra muove al nostro interno energie sottili che vanno a beneficiare il corpo e la mente in modi specifici, a seconda delle caratteristiche del Buddha al quale è riferito.

Manjushri Nero è una forma irata di Manjushri, il Buddha della Saggezza.

Il termine irato sottende un’azione determinata, forte, potente ma compassionevole, non veicolata dalla rabbia. Viene rappresentato infatti circondato dalle fiamme ardenti della saggezza, con un volto terrifico, la gamba destra piegata e la sinistra distesa, pronte a intervenire in soccorso degli esseri; la mano destra brandisce la spada della saggezza e la sinistra sostiene il testo del sutra della Prajnaparamita, il «Sutra della Perfezione della Saggezza», per ricordarci che tutto è vacuità e che tutto è interdipendente.

Manjushri nero ci aiuta con la sua potente energia a eliminare le interferenze più negative, profonde e sottili derivanti da influenze astrologiche nefaste, da attacchi di spiriti che provocano sofferenza e forti disturbi mentali e fisici, malattie gravi, incidenti, epidemie. La recitazione dei suoi mantra crea così una forte energia di protezione da tutte le interferenze più malevole.

Numerosi sono i benefici nella pratica meditativa di questo mantra: sostiene mentalmente e fisicamente chi soffre di malattie cosidette incurabili, aiuta a dominare la rabbia, la depressione, la paura e il rifiuto che sorgono quando si è alle prese con un problema di salute o con le difficoltà della vita quotidiana.

Manjushri, “Voce melodiosa” , Signore della Scienza e della saggezza, è uno dei bodhisattva trascedentali più popolare del Mahayana. Nella forma iconografica classica è rappresentato come un giovane adolescente, bello e vigoroso, dalla voce melodiosa, con una spada fiammeggiante nella mano destra (simbolo della luce che fende e illumina le tenebre, la saggezza che vince l’ignoranza e l’illusione). Nella mano sinistra tiene il testo sacro della Prajnaparamita – Sutra della conoscenza trascedentale – emplema di saggezza e conoscenza posato tra due fiori di loto di cui uno, sbocciato 8 che rappresenta la crescita spirituale), mentre l’altro, in boccio, è segno di sapienza e vittoria sulla grossolanità.

Manjushri conferisce a coloro che recitano il suo mantra intelligenza, memoria ed eloquenza.

Trasmette la preziosa sapienza che consente di conoscere ogni cosa chiaramente e distintamente ed aiuta gli esseri ad affrancarsi dalla sofferenza. Con la sua spada fiammeggiante libera dagli ostacoli la via della salvezza.

Per scoprire altre meraviglie legate al Tibet, alle sue luci e misteri, date un’occhiata a tutti gli articoli dedicati alla mostra: https://www.altrasardegna.it/category/tibet-mistero-e-luce/

Grazie ancora e buon viaggio di scoperta!

Manuela Sanna

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